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Glossario
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- Neuroscienze: area di ricerca a cavallo tra diverse discipline scientifiche (tra cui psicologia, neurologia, fisiologia e biologia) che indaga i correlati anatomici e funzionali dell'attività psichica.
- Ipnosi: pratica terapeutica fondata su un intenso rapporto di sintonizzazione affettiva e cognitiva tra il paziente ed il terapeuta che, attraverso l'accesso a stati di coscienza modificati, permette l'accesso e la mobilitazione di risorse inconsce, utilizzate ai fini del cambiamento.
- Neurone: unità funzionale minima del cervello che, in virtù delle sue proprietà elettrochimiche trasmette gli impulsi elettrici ad altri neuroni attraverso gli spazi sinaptici.
- Sinapsi: punti di contatto funzionale tra neuroni che attraverso la trasduzione del segnale elettrico in rilascio di trasmettori chimici, permette il passaggio dell'informazione nervosa da un neurone all'altro.
- Terapia Ericksoniana: è la riformulazione della tecnica ipnotica operata da Milton H. Erickson tra gli anni 30 e gli anni 80, che ne hanno sancito il traghettamento a forma moderna di trattamento. Le principali differenze rispetto al metodo tradizionale risiedono nei concetti di rapport, utilizzazione, approccio conversazionale, trance naturale.
- Stress: reazione di adattamento di un organismo ad un evento esterno che esercita su di esso una pressione al cambiamento. Nel linguaggio comune è connotato in senso negativo, a descrivere ciò che più popriamente è detto distress, ossia la perdita da parte dell'organismo della propria fisiologica funzionalità in quanto incapace di adattarsi flesibilmente al cambiamento richiesto.
- Prevenzione: filosofia di intervento comune nelle scienze mediche, psicologiche e sociali basata sull'espletamento di strategie volte a ridurre il più possibile il verificarsi di una condizione svantaggiosa (una malattia organica, un disturbo psichico o un disagio sociale) a danno di una popolazione conosciuta per la sua probabilità di incorrervi. Tali strategie comprendono la riduzione dei comportamenti a rischio che predispongono per quella condizione (per es. avere rapporti sessuali non protetti in giovani sessualmente attivi onde prevenire di contrarre l'HIV), o la riduzione del danno secondario laddove la condizione si sia già verificata (per es. la riduzione del disagio conseguente ad una catastrofe naturale in una popolazione colpita).
- Promozione: filosofia di intervento che, come la precedente, è orientata ad una popolazione a rischio, che si prefigge di sviluppare risorse e strategie di comportamento più efficaci e adattive per gli individui che ne sono destinatari, in modo da renderli più competenti e dotati di fattori di protezione da condizione di svantaggio e/o disagio.
- Neuroimmagine: insieme di tecniche che permettono di visualizzare le strutture del sistema nervoso a scopo diagnostico (Tomografia Assiale Computerizzata; Risonanza Magnetica Nucleare) o di valutare i correlati funzionali di determinati compiti (Risonanza Magnetica Funzionale; Tomografia ad Emissione di Positroni) durante la loro esecuzione, in vivo.
- Diagnosi: processo conoscitivo che si avvale di algoritmi decisionali orientato alla definizione di una malattia o un disturbo psichico a partire da un insieme di sintomi e segni. In psicologia, essa è sostanzialmente di due tipi: 1) nosografica-categoriale, quella che riconduce i dati a etichette diagnostiche, una volta soddisfatti i criteri di inclusione degli stessi; 2) descrittivo-dimensionale, quella che valuta le caratteristiche del singolo soggetto lungo diverse dimensioni di tratto (ossia caratteristiche stabili della personalità) ritenute presenti a tutti i soggetti.
- Sclerosi Multipla: processo patologico cronico-degenerativo a verosimile eziologia autoimune, in cui il sistema immunitario aggredisce le guaine di sostanza bianca che permettono una corretta ed efficace trasmissione del segnale nervoso. La storia di malattia è variabile da paziente a paziente, per quanto tipicamente ne siano descritte quattro forme (Benigna, Recidivante-Remittente, Primaria Progressiva, Secondaria Progressiva). I farmaci ad oggi in uso non sono in grado di guarire, ma di modificarne il decorso, rallentandolo, e di diminuire il carico di disabilità che tende ad accumularsi negli anni. Grande fiducia è riposta nella ricerca sulle cellule staminali, i cui effetti positivi sono stati da poco dimostrati nel modello animale.
- Disturbo dell'adattamento: sofferenza psicologica a predominanza depressiva, ansiosa, o mista, che insorge entro i tre mesi successivi ad un evento stressante circoscritto e identificabile, per non durare oltre i sei mesi. Per quanto concerne il tema del rapporto tra entità dell'evento ed entità della reazione va ricordato che non è la gravità oggettiva ad essere determinante per lo sviluppo di questo disturbo, quanto l'incapacità percepita dalla persona di farvi fronte.
- Disturbi Depressivi: sottocategoria dei disturbi dell'umore che include il Disturbo Depressivo Maggiore (o Depressione Grave) e il Disturbo Distimico (umore depresso per la maggior parte del tempo).
- Disturbi d'Ansia: ampio spettro di sindromi accomunate dalla presenza da forte ansia e preoccupazione che durano da più di sei mesi, e dalla presenza di sintomi fisici (irrequietezza, disturbi del sonno) e cognitivi (distraibilità, vuoti di memoria). Tale ansia può essere legata a situazioni o oggetti specifici (configurandosi come fobia), oppure essere slegata da essi e costituire uno stato di base che fa da sottofondo all'esistenza della persona (ansia generalizzata). Nel panico (che può essere presente o assente in ciascuna manifestazione ansiosa) il livello di attivazione psicofisiologica raggiunge un livello massimo e si presentano manifestazioni parossistiche (tachicardia, tachipnea, sudorazione, sensazione di perdita del controllo, paura intesno di morire) che possono durare da pochi istanti a diversi minuti.
- Disturbi Post-Traumatici da Stress: usuale ma erronea traduzione dell'inglese Post Traumatic Stress Disorder che descrive le complesse reazioni psicologiche che possono insorgere in seguito a eventi luttuosi, traumatici o violenti per brevi periodi (rapina, incidente d'auto) o per tempi prolungati (guerre, rapimenti). L'incontrollabilità dell'esito dell'evento con chiaro rischio di perdere la vita e l'attivazione emotiva e fisiologica eccedenti le capacità dell'apparato mentale portano a manifestazioni molto dolorose, limitanti e condizionanti di distress: per questo la dizione corretta dovrebbe essere Disturbo da Stress Post Traumatico.
- Resilienza: dalla fisica dei materiali "proprietà di un materiale di riacquistare la propria forma in seguito ad una sollecitazione"; questo concetto è stato traslato allo studio della personalità per identificare in senso metaforico tutte le qualità e le risorse in possesso di un individuo che lo proteggono dal riportare danni dall'esposizione ad eventi di natura traumatica o stressanti in genere. Le strategie di prevenzione e di promozione rivolte a soggetti a rischio di svuluppare disturbi psichici, sono rivolti proprio a massimizzare il potere protettivo di queste qualità.
- Visual e Motor Imagery: capacità della mente umana (e in misura minore di quella animale) di simulare a livello immaginativo situazioni ed esperienze in assenza dei correlati percettivi e motori reali. Tale capacità, ampiamente utilizzata in forme di psicoterapia che si avvalgono dell'ipnosi e dell'immaginazione guidata, risiede nell'attivazione degli stessi substrati cerebrali implicati nell'esperienza reale, differenziandosene solo in misura quantitativa. L'uso terapeutico di questa capacità è appunto motivato dalla sua sovrapponibilità all'esperienza, rappresentandone una versione virtuale del tutto fisiologica.
- Metafora: figura retorica dove qualcosa sta per qualcos'altro, e dove in maniera diretta gli attributi di un elemento sono attribuiti ad un altro secondo un criterio di somiglianza.
- Metafora Concettuale: figura del pensiero che governa l'attribuzione di attributi derivanti dal mondo fenomenico a concetti astratti in modo da comprenderli, spiegarli, condividerli attraverso il linguaggio.
- Linguistica Cognitiva: disciplina a cavallo tra neuropsicologia, linguistica, scienze cognitive, filosofia e neurologia che, a partire dagli anni '80, ha permesso la definizione della natura primariamente incarnata di processi una volta considerati amodali come il pensiero astratto ed il linguaggio. Le ipotesi risalenti ai lavori storici di Lakoff & Johnson trovano oggi le prime nette conferme dai dati di neuroimmagine, che mostrano un coinvolgimento delle aree sensoriali e motorie nella formulazione e comprensione del linguaggio.
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